Cascata delle Marmore
La Cascata delle Marmore è una cascata a flusso controllato, tra le più alte d'Europa, potendo contare su un dislivello
complessivo di 165 m, suddiviso in tre
salti.
Il nome deriva dai sali di calcio presenti sulle rocce che sembrano simili a
marmo.
Le acque della cascata sono sfruttate intensamente per la produzione di
energia elettrica, nella centrale di Galleto.
Questo fa sì che la cascata vera e propria non sia continuamente funzionante, ma
per la maggior parte del tempo si riduca alle dimensioni di un torrente. Il
bacino del lago di
Piediluco funge da serbatoio idrico per la centrale, costruita nel 1929, capace di produrre energia elettrica con
una potenza di circa 530 MW. Per regolare il
funzionamento della centrale e per permetterne la visione a tutti, in orari e
periodi definiti, la cascata viene fatta funzionare alla massima portata: un
segnale acustico avvisa dell'apertura delle paratoie di regolazione, e in pochi minuti la portata
aumenta fino al valore massimo. Normalmente, la cascata funziona un paio di ore
al giorno, con orari di funzionamento prolungati in occasione di giorni festivi.
Si accede ai punti di osservazione migliori previo pagamento di un biglietto
d'ingresso.
lago di Piediluco

Il
lago di Piediluco è un lago dell'Italia centrale, sulle cui rive
sorge il paese di Piediluco,
frazione di Terni. Collocato alle
propaggini sud-orientali dell'Umbria,
con un ramo che sconfina nel Lazio, il
lago di Piediluco può essere considerato il più grande bacino lacustre naturale
della regione dopo il lago
Trasimeno. Il nome sembra potersi interpretare come "ai piedi del bosco
sacro". Rappresenta, insieme ad altri piccoli specchi
d'acqua situati in provincia di Rieti, uno dei resti
dell'antico
Lacus
Velinus, grande bacino di origine alluvionale venutosi a formare a partire
dal Quaternario. Di forma
irregolare con un perimetro di circa 13 chilometri, il lago si trova ad
un'altitudine di 375 metri, con una profondità massima attestata sui 19 metri.
Il suo immissario naturale è il
Rio
Fuscello, gli altri due immissari sono invece rappresentati da canali
costruiti dall'uomo, uno che lo collega al fiume Velino, l'altro che fa convogliare nel lago una
porzione di acqua derivata invece dal fiume
Nera, lungo ben 42
chilometri. Si può tranquillamente affermare che l'afflusso ed il deflusso delle
acque nel lago è completamente regolato per il fabbisogno energetico delle
industrie della vicina Terni. L'emissario cioè il
fiume Velino è deviato verso
Marmore dove si getta nel
fiume
Nera.